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02/03/2010
NARRATIVA - “FORSE TU S
Ì (Storie minimali)” di Francesca Bertoldi
recensione e conversazione con l’autrice di Osvaldo Contenti
Francesca Bertoldi,
nella sua raccolta di trentaquattro racconti e poesie, intitolata “FORSE
TU SÌ”, edita da Giulio Perrone, scrive e descrive la vita
che ci circonda utilizzando una specie di slow motion applicato alla
narrativa. Un effetto a rallentatore che per sua natura ci fornisce
tutto il tempo che vogliamo per osservare e comprendere dei momenti di
quotidianità che altrimenti andrebbero perduti.
Una tecnica solitamente usata in cinematografia per enfatizzare degli
atti particolarmente eroici o degli incontri romantici, ma che invece
l’autrice utilizza per centellinare e sottolineare la sofferenza fisica,
la distruzione dei sentimenti e la fatica dell’esistere.
Tutto questo in una serie di pulsanti rappresentazioni iperveriste, che
in ogni storia, anche in quelle in versione poetica, spazzano via in un
solo colpo tutti gli eufemismi e le ipocrisie tanto care alle società
contemporanee, dove sembra basti possedere un nuovo tipo di cellulare
per vivere in spensierata felicità.
Ma Francesca non crede a queste colossali sciocchezze e con lei la quasi
totalità dell’universo femminile. E infatti è principalmente alle donne
che l’autrice rivolge il suo sguardo, svolgendo una serie di ritratti
femminili dove il dolore, l’inganno, la vigliaccheria, le assenze e una
conseguente perdita del sé allestiscono un gineceo di sofferenze che
troppo spesso tendiamo a rimuovere e dimenticare.
Perciò mi sono chiesto se l’autrice avesse scelto di indirizzare il
messaggio insito nei suoi racconti esclusivamente a delle donne. Un
dubbio che ho tradotto in un quesito rivolto direttamente alla
scrittrice, che molto nettamente mi ha risposto cosi:
“Assolutamente no, il libro si rivolge anche all’universo maschile, a
chiunque voglia condividere il confronto tra passato e presente,
avventurandosi nei suoi viaggi evocativi, indagandone le connessioni e
imbattendosi negli inganni e nei tranelli che la memoria stessa può
giocarci, insidiosa com’è, per liberare la trama di un precedente stato
mentale che ha già lasciato la nostra coscienza.
Il
libro è rivolto ad ogni lettore che sia interessato alle inesauribili
figure che brulicano nell’ombra dell’inconscio fino ad imbattersi nel
proprio doppio in una dimensione di mistero, ai confini con il reale,
esplorando una possibilità parallela di una personalità singolare,
uguale e contraria”.
Una replica chiarissima, che però ci introduce a un’altra
interessantissima chiave di lettura del libro di Francesca Bertoldi:
l’inconscio. Dove questo, come ben sottolinea l’autrice
nell’introduzione al testo, rappresenta una “maschera illusoria della
realtà”. Come a dire che gli strati sovrapposti tra sogno e vita
reale possono intersecarsi e fondersi, a volte creando una
verosimiglianza della realtà, in altre parole una sua rappresentazione,
che sarà compito del lettore interpretare e capire.
E proprio per interpretare al meglio le intenzioni dell’autrice, le ho
chiesto il significato da lei attribuito, fra mille ipotizzabili, a quel
“FORSE TU S Ì” che intitola il suo bellissimo libro.
“ “Forse tu sì” è una “frasetta” che ognuno di noi avrà pronunciato
milioni di volte nella vita probabilmente senza rendersene nemmeno
conto. Nel racconto che dà il titolo alla raccolta, la protagonista
scrive questa frase nella lettera che lascerà al suo ragazzo prima di
lasciare per sempre l’appartamento che condividono e con esso la loro
storia, come fosse anch’essa qualcosa che si può abbandonare su una
mensola, riporre in un cassetto per poi, forse, tornare a
prendersela.“Forse tu sì”, scrive, e così tenta di comunicare
l’impossibilità di essere “normale” e di proseguire la loro relazione
aggravata com’è da un peso, da un dolore che non le dà né respiro, né
vita… fino a quando, chissà, in questo dolore lei “crescerà”. “Forse tu
sì, ce la puoi fare, non io, non ora”. Questo nel racconto.
Ma mi sono resa conto che spesso la frase ricorre nei miei racconti
assumendo, di volta in volta, secondo il caso, significati diversi, sia
nella sua accezione positiva dove anima, incoraggia, che in quella
negativa dove quasi biasima, disapprova. Il concetto che sta
alla base cambia dunque di storia in storia e quindi, come dici tu, ecco
che “forse tu sì” si presta a mille significati. I miei “personaggi”
sono esasperati, dolenti, ma emergono dalla mia materialità e alla
stessa sfuggono…e, come a mettersi sempre in discussione affermando poi
allo stesso tempo la propria individualità, ognuno di essi riconosce la
sua condizione "come un destino individuale" al quale è difficile
sfuggire”.
Note biografiche dell’autrice
Francesca Bertoldi è
nata a Roma dove vive e lavora. Appassionata di letteratura e scrittura
in tutte le sue forme, ha frequentato l'Istituto Superiore di
Giornalismo e Tecniche Audiovisive della Rai. Da sempre scrive racconti
brevi e poesie portando avanti nel contempo il progetto di stesura del
primo romanzo. Suoi racconti sono stati pubblicati in varie antologie
(Giulio Perrone).
In libreria e on line
Il libro di Francesca
Bertoldi, intitolato “FORSE TU S Ì (Storie minimali)”, di 168 pagine,
edito da Giulio Perrone, è distribuito (vedi lista librerie fiduciarie)
e/o ordinabile presso tutte le librerie italiane, compresa la catena
Feltrinelli. On line è acquistabile all’indirizzo:
perronelab.it/node/356
Lista delle librerie
fiduciarie:
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Regionale, 11 96100 Siracusa - tel 0931 21491 -
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- tel 095 320431 –
Sito dell’editore:
perronelab.it
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