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INTERVISTA DEL 18 LUGLIO 2002
ANDREA BELFIORE IN ESCLUSIVA PER
PALCOSCENICO
di
Luca "Luke" Cirillo
1) Ciao Andrea e benvenuta su
"Palcoscenico".
Nell'arco della tua carriera ti sei distinta in molti campi artistici, dal
cinema alla televisione, dalla pubblicità al lavoro di giornalista e pr.
Come fai a conciliare tutte queste attività?
Sono una persona camaleontica, policroma e curiosa. Spazio da un campo
all'altro senza difficoltà, anzi, cambiare spesso mi crea stimoli
sempre nuovi ed ho energie a sufficienza.
2) Iniziamo cronologicamente con il cinema... Quando hai capito
che poteva essere la tua strada e quali film hanno più segnato la tua
"formazione"?
Veramente ho iniziato con il teatro, il Petruzzelli di Bari. Ero poco più
di una bambina, ma la considero un'esperienza fondamentale per la mia
formazione professionale.
Successivamente il mio amore per Roma mi ha
portata qui e dopo una serie di concorsi di bellezza, che mi hanno dato
una certa notorietà, il cinema mi ha cercata. Non ho ancora trovato una
collocazione ideale, anche perché non ho ancora trovato il mio mentore.
Ho puntato, e con maggior successo, sulla carriera di fotomodella.
3) "Patrick vive ancora" è il tuo primo film. Come approdasti
in quella produzione?
Ho sempre preso la carriera cinematografica come un gioco, anche per
"Patric" è andata così. mi hanno chiamata e scritturata
senza problemi, nonostante fossi alla prima esperienza, perché dicevano
che fossi portata, un talento naturale.
4) Solitamente quando si girano "horror" ci sono sempre
aneddoti da raccontare... Ne hai qualcuno per noi?
C'è stato un episodio simpatico durante le riprese. Eravamo alla “De
Paolis” ed il regista mi chiede di fare un urlo lancinante. Beh, mi è
venuto talmente bene che negli studi attigui hanno interrotto le riprese
e sono corsi nel nostro: credevano fosse successa una disgrazia sul
serio!!!!
5) Come ti trovasti con il resto del cast?
Benissimo, personalmente riesco sempre a creare un clima piacevoleper me
e per gli altri.
6) "Grand Hotel Excelsior" di Castellano e Pipolo, fu un
grosso successo di pubblico grazie ad un cast di stelle della comicità
come Verdone, Montesano, Abatantuono e Celentano. Quale fu il tuo
ruolo?
Interpretavo il ruolo di una giornalista. nelle previsioni era un
ruolo importante, ma, come spesso accade, in fase di montaggio il
regista decide di ampliare alcune scene a scapito di altre ed il mio
ruolo si è via via assottigliato. Peccato perché è stata unanimemente
giudicata una buona interpretazione, da chi ha potuto vederla, almeno.
7) Hai ricevuto consigli da questi grandi attori?
Mai, devi guadagnarti spazio con le unghie e con i denti, nessuno
sconto. Forse è anche giusto così.
8) "Hercules 2" diretto da Luigi Cozzi fu un tentativo di
rispolverare il genere "peplum" con protagonista Lou Ferrigno.
Che tipo era "Mr.Hulk"?
Muscoli e cervello, sul tipo di Schwarzenegger.
9) In una mia intervista, Cozzi mi disse che l'atmosfera durante la
lavorazione del film fu molto rilassata, nonostante la presenza di tante
star. Quali sono i tuoi ricordi?
Molto vaghi e sfumati. Ricordo però, con piacere, che ero la più
piccola del gruppo, e per questo ero molto coccolata...
10) Arriviamo al grande Alberto Sordi e alla tua partecipazione ne
"Il Tassinaro"....
Sordi, all'inizio, non mi voleva: cercava una donna più grande.
Mentre discutevamo fu colpito da una mia frase: "invecchiare è
facile, basta un bravo truccatore; impossibile è ringiovanire". si
convinse e mi prese.
11) I rotocalchi rosa vi fotografavano spesso insieme. E'davvero un
gran seduttore, l'Albertone nazionale?
Penso sia il marito ideale. Forse per questo non si è mai sposato.
12) Parlaci delle tue esperienze in "Voglia di naja" di
Sergio Corbucci, "Le Comiche" di Neri Parenti e "Nel
continente nero" di Marco Risi...
In "Voglia di naja" ricordo che ci siamo ritrovati
alle sei del mattino in una caserma, dove avevamo allestito la
costumeria. Io, dimenticando dove eravamo, uscii nel piazzale con un
pantaloncino cortissimo, maglietta attillata e mitra in spalla. In quel
mentre passava un plotone in marcia. Beh, dopo essermi passati vicino
avevano un aspetto molto meno marziale... In "Le comiche"
dopo la mia interpretazione di uno spogliarello, ricevetti l'applauso da
parte di tutta la troupe, evento rarissimo: credevano che fossi una
professionista; in realtà è stata la mia prima ed unica esperienza del
genere. Del film con risi ho un ricordo indelebile: è stata la mia
prima volta in Kenia, un paese affascinante e misterioso. In quel
momento ho capito cos'è il "mal d'Africa".
13) "Io not spik inglish" di Vanzina ti vede in un ruolo più
"sostanzioso" e ancora impegnata in una commedia e ancora con
un altro mostro sacro della comicità come Paolo Villaggio. Si dice che
sia un tipo molto serio e riservato fuori dal set....
Serio, riservato, ma molto disponibile. E di una umanità
insospettabile.
14) Negli anni ti sei quindi specializzata nelle commedie. C'è
un genere che senti "più tuo" e nel quale non hai ancora
avuto modo di recitare?
Ho sempre fatto commedie perché mi hanno proposto soltanto quelle.
Anche perché mi hanno sempre identificata come la "bonazza"
di turno. Mi piacerebbe interpretare un ruolo drammatico.
15) Chiudiamo l'esperienza cinematografica con "Hammamet Village"
di Nini Grassia...
No comment. Del resto se dopo questa esperienza ho aspettato un bel
po' prima di riaffacciarmi nel cinema ci sarà pure una ragione. Lo
scorso anno ho ripreso con un film di Bruno Mattei e per quest'anno ho
già ricevuto diverse proposte interessanti.
16) "Hammamet Village" vedeva protagonisti tanti
"sosia" di personaggi noti... Anche tu spesso sei stata
fotografata come "sosia"; Cosa ricordi di quei servizi
fotografici?
E' stato un gioco e tale deve restare: molto divertente ma alla
lunga rischi di restarne schiacciato e diventi soltanto il sosia di
qualcuno. Preferisco essere citata per quello che sono. E' quella che
amo definire scherzosamente "la sindrome di Perry Mason":
essere confusi con il personaggio che interpreti. E' successo a
molti, oltre che al bravissimo Raymond Burr.
17) Nel tuo curriculum leggiamo di moltissime apparizioni televisive in
show fortunati come "Premiatissima", "Odiens",
"Fantastico" e "SanRemo"... Quali ricordi con
maggiore soddisfazione?
Certamente "Odiens" per merito di Lorella Cuccarini,
persona dolcissima e disponibile. Non a caso è "la più amata
dagli italiani"...
18) C'è invece qualcosa che non rifaresti?
Rifarei esattamente tutto nella stessa, identica maniera. L'unico
rimpianto è, forse, avere rifiutato proposte che si sono rivelate
grandi trampolini di lancio per altri. Del resto amo troppo viaggiare e,
a volte, giudico la proposta interessante o meno, anche in funzione del
luogo dove verrà girato il film.
19) "Tango blu" di Alberto Bevilacqua fu un altro film
importante per te, vero?
Fu un film importante, ed avevo il ruolo da protagonista. una bella
esperienza, anche se durante la lavorazione sono cambiate le regole del
gioco, e questo non mi è piaciuto molto.
20) Anche in questo caso, il cast era davvero nutrito....
Si, è vero. ricordo con grande affetto Franco Franchi e Dapporto,
due grandissimi attori, purtroppo spesso sfruttati in maniera impropria,
soltanto per la propria maschera, un po' come Toto'. Ricordo anche che Dapporto mi disse che
avevo la vitalità della grande soubrette, caratteristica che ho
sfruttato in seguito come presentatrice.
21) Hai anche inciso due dischi, segno della tua grande versatilità
artistica... Come ti sei trovata nelle vesti di cantante?
Benissimo, un'esperienza affascinante. Ho tanti amici tra le
rockstar internazionali.
22) Parliamo della tua vita privata: cosa ami fare quando sei libera
dai tuoi mille impegni?
Adoro giocare a golf, ovunque mi trovi cerco sempre di trovare un po' di
spazio per praticarlo.
23) Quale è il tuo rapporto con il nudo?
Ho frequentato per molto tempo villaggi naturisti, all'estero, dove
si vive questa esperienza senza falsi pudori; non è raro trovarsi a
contatto con intere famiglie di naturisti: è il modo migliore per
insegnare ai bambini a non vergognarsi del proprio corpo.
24) Come nacque la collaborazione con quotidiani come "Il
Tempo" e "La Stampa"?
Dicono che ho una grande fantasia, quindi non ho necessità di
"occupare" spazi, ma li invento; le mie proposte sono state
accolte con entusiasmo e mi hanno affidato rubriche create ad hoc. Ho un
modo di scrivere essenziale ed immediato, che piace; inoltre non ho
l'aspetto della giornalista canonica e questo mi aiuta a mettere
l'intervistato a proprio agio.
25) Che sensazione hai provato ad alternare il ruolo di intervistata
a quello di intervistatrice?
L'importante è essere sempre e comunque protagonista!!! Scherzi a parte
l'intervistato è sempre un personaggio, e riceve gratificazione dal
fatto che qualcuno voglia intervistarlo, ma è un soggetto passivo; è
l'intervistatore intelligente che conduce il gioco, e determina l'esito
dell'intervista. Quindi stai bene attento: se l'intervista non riesce è
solo per colpa tua, in caso contrario è merito nostro...
26) La tua esperienza di "p.r." per locali prestigiosi come
il Ciak e l'Alien....
Io sono un animale notturno e la discoteca è il mio habitat
naturale. Posso affermare di aver inventato il ruolo di p.r., spesso
confuso con quello di organizzatore, personaggio che provvede soltanto a
reclutare gente. La p.r., almeno nell'accezione che intendo io, vive e
gestisce il locale spesso più del proprietario; è la vera padrona di
casa: crea gli eventi, seleziona le persone adatte all'evento, le fa
socializzare, li sistema in posizione strategica, in modo da dargli
visibilità ma non scocciature. I segreti di una buona p.r. sono un paio
di scarpe comode ed il sorriso stampato in faccia.
27) Bene Andrea siamo arrivati alla fine di questa piacevole
chiacchierata. Manda un saluto "telematico" a tutti i
lettori di "Palcoscenico", collegati in questo momento....
Per salutarvi cito una massima che mi ha accompagnato nel corso
della mia vita:
"Non ti è mai dato un sogno senza la possibilità di
realizzarlo".
Io ho realizzato buona parte dei miei, vi auguro di realizzare i vostri.
a
cura di LUCA "LUKE"
CIRILLO
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